T/Empio

   

critica della ragion giusta

libera reinterpretazione dell’ Eutifrone di Platone

scritto, diretto ed interpretato da Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi

scene e costumi Cinzia Muscolino, disegno luci Roberto Bonaventura,

Produzione  Carullo-Minasi e Federgat

Spettacolo Vincitore TEATRI DEL SACRO 2013 

Spettacolo Vincitore Bando Trasparenze 2013

Spettacolo Finalista PREMIO NE(X)TWORK 2013 

Chiese, Palazzi di Giustizia e Teatri: luoghi immaginati tra di loro diversi, ma da millenni uniti dalla ricerca dell’uomo volta alla scoperta della Verità. Per entrare in ognuno di questi Templi, miracolo architettonico ha suggerito ingressi con gradinate d’accoglienza, forse metafora di possibile ascesa verso tentativi di Conoscenza.

Sulla gradinata del Palazzo di Giustizia due soggetti uniti dalla comune sorte di un processo che reciprocamente li attende, l’uno accusante e l’altro accusato per processi diversi, disquisiscono e si interrogano intorno ai temi del Sacro e dell’ Empio, concetti apparentemente opposti -ma che per la magia argomentativa di un vero confronto- si mostrano inscindibili volti diversi di una medesima medaglia. E allora il miracolo poetico si svolgerà non nell’aula di tribunale -spesso burocratico Tempio della conferma dell’ Empio- ma sui gradini di una scalinata lì dove, secondo corretto processo di analisi delle parole, s’incontrano due uomini che compiono realmente il rito dell’azione processuale.

Il “Sacro”, s’apre ad un’immagine inattesa di sé, opposta al senso comune, al pregiudizio, al comodo svuotamento di senso di una società, quale la nostra, volta alla acritica conoscenza di ciò che gli arriva come già dato. Fondamentale in tal senso procedere per sottrazione, disfarsi di tutto quanto si crede di sapere, per continuare a stupirsi della straordinaria varietà della realtà e delle sue infinite assurdità.

Giochiamo a sfidare le parole, tentando di restituire alle stesse -mettendole e mettendoci  in discussione- non un pregiudizio ma un valore, non un contorno ma un contenuto. La parola, attiva, ripulita del suo contenuto persistente e di routine, trova restituita -in forza della capacità poetica di cui è portatrice- la sua immagine inaspettata, fatta di complessità, angoli e perplessità, forse Verità.

Così, prendendo in prestito dalla terminologia giuridica la definizione di azione processuale, ragioniamo intorno all’accadimento, dunque all’azione che è miracolo ravvisabile solo se ci si predispone con la logica del processare, non per giustiziare, ma per ricercare. Un processo, così, che diventa percorso genuinamente volto alla ricognizione della Vera Verità e non piuttosto raggiro e strumento per ogni forma di aberrazione e finzione contemporanea.

E’ il nostro contributo poetico/politico per un processo metologico/educativo che rimandi ai modi dell’ Accademia Socratica: “…gli Ateniesi, a mio parere se ritengono che uno eccella per il suo sapere, non si preoccupano gran che, purchè egli non intenda far da maestro ad altri. Ma se ritengono che uno, essendo sapiente, sappia rendere anche altri sapienti come lui, allora si irritano, sia per invidia, sia per qualche altro motivo. Se gli Ateniesi avessero solo intenzione di ridere di me, non sarà per nulla spiacevole trascorrere un po’ di tempo in tribunale scherzando e ridendo. Ma se faranno sul serio, dove la cosa andrà a finire, è ignoto a tutti …” (Eutifrone di Platone)

trailer_T/Empio

IMG_4263 2IMG_4266 2IMG_4232 2IMG_4267 2locandina_T_Empio.jpg

 

 

Annunci