DELIVERY THEATRE carullominasi

In vespa attraverso la città di Messina per curare le anime e prevenire l’astinenza del cuore.

da un’idea di Ippolito Chiarello Barbonaggio Teatrale – Delivery

In linea con la visione politico-poetica che ha sempre caratterizzato il proprio agire scenico, La Compagnia trova l’occasione per trasformare il limite in azione d’arte diffusa e capillare, raggiungendo soprattutto la periferia della città lì dove il teatro è troppo spesso negato. Un teatro che esce fuori dal teatro e che si trasforma in un teatro diffuso, in cui la comunità ne diventa la protagonista assoluta.

I Carullo Minasi, in giro con la loro vespa bianca, attraverseranno la città di Messina per raggiungere balconi, finestre, pianerottoli, cortili, terrazze, strade e piazze. “Come i medici si reinventano nella difficoltà, nell’assenza di mezzi e trasformano uno sgabuzzino in una nuova postazione di terapia intensiva, anche noi artisti reinventiamo, trasformiamo il nostro lavoro guardando alle circostanze e alle necessità. Tutti, i veri malati e noi, chiusi nelle case, abbiamo “fame d’aria” e non di numeri colorati che ci parlano di emergenza e dobbiamo riuscire a capire come convivere con una situazione nuova e ritornare a respirare, trovare un nuovo respiro”. Un modo di fare e coltivare un teatro originario che scava nelle radici più lontane della rappresentazione teatrale e che, in questo momento di collettiva emergenza, restituisce agli attori la propria identità di creatori di bellezza e condivisione e  allo spettatore la gioia di poter tornare ad attingere ad un nutrimento indispensabile. Come affermava Ionesco: “Se è assolutamente necessario che l’arte o il teatro servano a qualche cosa, dirò che dovrebbero servire a insegnare alla gente che ci sono attività che non servono a niente, e che è indispensabile che ce ne siano”.

FAI IL TUO ORDINE

Ogni giorno dalle 16:00, sabato e domenica e festivi dalle 10:30.

In tutta la città di Messina – a partire dall’ 11 dicembre 2020

  • possibile anche un MENÙ su specifica richiesta e definizione (se avete il desiderio che venga letta per voi o per un vostro familiare, amato, amico un testo specifico indicatecelo almeno tre gg. prima e noi lo preparemo per voi, in esclusiva).

*Potrai comporre le tue scelte anche attingendo dai vari menù

COSTI E MODALITÁ per nucleo familiare e/o finestra.

  • Scegli i pezzi che vuoi ascoltare e fai una DONAZIONE LIBERALE con bonifico del tuo investimento artistico (contributo minimo 20,00 euro sommando i vari pezzi scelti).
  • Con una DONAZIONE LIBERALE, con bonifico di 50,00 euro, potrai scegliere 10 pezzi anche a scelta tra i diversi menù adulti, altrimenti 4 letture animate per bambini.
  • Con una DONAZIONE LIBERALE, con bonifico di 60,00 euro potrai chiedere l’intero spettacolo “Due passi sono per il quale è comunque necessario partecipino almeno due/tre nuclei familiari dalle diverse finestre.
  • Per le famiglie che non hanno la possibilità economica per fare una donazione il servizio sarà gratuito e i documenti per dimostrare la propria indigenza: …A’ FIDUCIA
  • Si possono anche fare delle DONAZIONI LIBERALI per sostenere il progetto artistico di DELIVERY THEATRE carullominasi e magari finanziare degli SPETTACOLI SOSPESI per chi non può permetterselo.
  • Si possono anche fare delle DONAZIONI LIBERALI per fare dei regali.
  • Le DONAZIONI LIBERALI concorreranno a sostenere tutto il progetto artistico di Carullo Minasi e vi fa diventare soci della stessa. Con importi superiori ai 40,00 euro si diventa soci sostenitori e con delle speciali ricompense.
  • Se si vuole visionare l’intero spettacolo l’ideale è riuscire a mettere in accordo più spettatori da più finestre o comunque in un cortile per riuscire a capitalizzare spostamenti, pubblico ed energie teatrali.

Ticket:

BONIFICO

Intestato a Associazione Culturale Carullo-Minasi

IBAN IT03A0301503200000003466705

CAUSALE

DONAZIONE LIBERALE per il progetto DELIVERY THEATRE – Carullo Minasi

e specificare con uno dei punti riportati:

  1. Spettacolo sotto la finestra pezzi scelti (contributo minimo 20,00 euro)
  2. Spettacolo sotto la finestra completo
  3. Spettacolo sotto la finestra sospeso
  4. Spettacolo sotto la finestra regalo 
  5. Per finanziare il progetto Delivery Theatre_carullominasi in questo momento di difficoltà (secondo volontà)

Per chi fosse interessato info: 

348.4115042 (anche messaggio whatsapp) – carullo.minasi@gmail.com

*Per chi non avesse la possibilità di fare un bonifico o preferisce donare in contanti  lo può fare all’atto dello spettacolo e trovando un modo sicuro per la consegna.

NORME PER EMERGENZA COVID

Organizzeremo insieme il tutto perché si creino le condizioni più adatte, senza disturbare nessuno e in massima sicurezza.

  • Con distanziamento (più finestre che si affacciano nello spazio all’esterno, spazi grandi, spazi nei parchi cittadini) anche per più nuclei familiari
  • Senza distanziamento – solo per un nucleo famigliare o conoscenti
  • Per chi avesse degli spazi idonei per lo svolgimento in sicurezza della performance e li volesse mettere a disposizione (ampi cortili, atri, strade chiuse, ecc)
  • Se le situazioni nelle scuole primarie si dovessero “normalizzare” si potrebbe fare anche sotto la finestra di una classe o in un cortile con una classe, o nei parchi cittadini.

Quindi potete chiamare e portiamo noi lo spettacolo sotto le vostre finestre (o venite voi nella nostra terrazza facendovi una passeggiata in sicurezza… un po’ più complicato, ma pur sempre possibile).

USCA Unità Speciali Continuità Artisitica

Di seguito l’elenco delle città e degli artisti che hanno chiesto ad IPPOLITO CHIARELLO di poter replicare il format del Barbonaggio Teatrale Delivery.

È importante capire da questo elenco quanto il nostro comparto sia alla ricerca di modi per lavorare e non stare solo a guardare.

  1. Roberta Paolini – Milano
  2. Intrecci Teatrali – Andrea Gosetti – Varese
  3. Anna Maria De Filippi – Lecce
  4. Cecilia Montomoli – Nantes (Francia)
  5. Giuseppe Vitale – Oria (BR)
  6. Carlo Dalla Costa – Assisi (PG)
  7. Michela Marrazzi – Novoli (LE)
  8. Tiziana Irti (Arti e spettacolo) – L’Aquila
  9. Luciah Tavarez – Brasile
  10. Domenico Petrachi – Melendugno (LE)
  11. Cristiana Minasi (Carullo-Minasi) Messina
  12. Pupe di Pane (AMA) – Lecce
  13. Gianluca Caporaso – Potenza
  14. Luana Locorotondo – San Pietro Vernotico (BR)
  15. Ombretta Zaglio – Teatro del Rimbalzo – Alessandria
  16. Anna Meacci – Firenze, Sesto Fiorentino, Livorno
  17. Cristel Caccetta – Trepuzzi
  18. Iridiana Petrone – Catania
  19. Duska Bisconti – Roma
  20. Martina Zanarella – Padova
  21. Ilaria Carlucci – Arnesano (LE)
  22. Carlo Bruni – Bisceglie (BAT)
  23. Giuseppe Provinzano – Palermo
  24. Massimo Risi – Pisa
  25. Vincenza Pastore – Milano
  26. Elena Musti – Bologna
  27. Roberta Natalini – Torre Santa Susanna (BR)

IL PENSIERO

“Se è assolutamente necessario che l’arte o il teatro servano a qualche cosa, dirò che dovrebbero servire a insegnare alla gente che ci sono attività che non servono a niente, e che è indispensabile che ce ne siano.” (Eugène Ionesco)

Sento un grande silenzio intorno

Tutti ad aspettare sussidi e che si ritorni a com’era prima.

I sostegni sono fondamentali naturalmente, ma non sono sufficienti. Io non voglio tornare a com’era prima. Era un prima che non mi è mai interessato abitare, se non per cambiarlo.

Le tre cose che si dovrebbero fare adesso, a mio modestissimo parere sono:

  1. Che le istituzioni si mobilitino in modo strutturale per sostenere il settore dell’arte in questo periodo di emergenza e per tutto il 2021.
  2. Che le istituzioni, ascoltata la base (costituita da tanti gruppi informali formatisi in questi mesi in tutto lo stivale) e in concertazione con le associazioni di categoria già esistenti, sfruttino questo periodo per ripensare e ri-organizzare la categoria in maniera finalmente chiara e così evitare di arrancare nei periodi di emergenza e anche e sopratutto nella gestione normale del lavoro.
  3. Che gli artisti si mobilitino, anche e sopratutto con azioni “spettacolari” in presenza e studino soluzioni e abbiano visioni per “soccorrere” il proprio pubblico, anche adesso che sembra impossibile.

Il cittadino ha bisogno… ADESSO.

L’arte è rivoluzione. Non bisogna farlo “strano” bisogna farlo “vero”, veramente. Lo stato ha chiuso i teatri ma non ci ha chiesto delle alternative per continuare il servizio senza snaturare il senso della presenza del nostro lavoro e noi non siamo stati capaci di proporre alternative.

C’è bisogno che l’arte e gli artisti in particolare, facciano un passo verso l’esterno, anche e soprattutto in questo momento di chiusura e non continuare a piangersi addosso e a fare Dichiar-Azioni autoreferenziali e non dirette veramente a un pubblico, in attesa che tutto torni come prima e “replicare” per pochi (e a volte gli stessi) intimi. 

Tutti diciamo che noi artisti siamo necessari, se non indispensabili, come la scuola e la sanità. Dimostriamolo.

Sono contrario al web per far “vedere gli spettacoli” e all’uso bulimico dello stesso, come unica soluzione alla situazione odierna… e anche in futuro.

Il web può e deve integrare l’azione artistica, con un lavoro di promozione e divulgazione del lavoro teatrale e dell’arte in genere, ma il teatro si fa dal vivo, altrimenti di cosa stiamo parlando.

Bisogna avere delle visioni al servizio della comunità. In questi momenti l’arte deve mostrare le sue capacità alte. Agire con azioni concrete. Anche a “fondo perduto”, come chi ha la merce in magazzino e piuttosto che buttarla la mette a disposizione di tutti e soprattutto dei più deboli.

Anche in zona rossa vorrei che, sulle strade delle nostre città, oltre al silenzio e al suono delle sirene, si possa sentire anche una musica che viaggia su una bici. Una poesia recitata sotto una finestra.

Come i medici si reinventano nella difficoltà, nell’assenza di mezzi e trasformano uno sgabuzzino in una nuova postazione di terapia intensiva, anche noi artisti reinventiamo, trasformiamo il nostro lavoro guardando alle circostanze e alle necessità. 

Tutti, i veri malati e noi, chiusi nelle case, abbiamo “fame d’aria” e non di numeri colorati che ci parlano di emergenza e dobbiamo riuscire a capire come convivere con una situazione nuova e ritornare a respirare, trovare un nuovo respiro.

Ho riflettuto sulle parole di questi mesi, parole ossessivamente ripetute e spesso angoscianti. Ho guardato e osservato gli oggetti dell’emergenza. Mi sono chiesto come far diventare le une e gli altri utili anche per me e per il mio lavoro e le ho declinate pensando all’arte.

NELL’ATTESA MI ALLENO SULLE PAROLE E LE IMMAGINI DI QUESTO TEMPO (che a volte mi fanno anche paura) E CERCO SOLUZIONI, ALIMENTO VISIONI, PRO-VOCAZIONI

Adesso non servono nuovi spettacoli, servono nuove azioni spettacolari.

Servono nuovi infermieri/riders, cavalieri del sentimento che facciano servizio a domicilio, medicina/arte territoriale.

I teatri/ospedali sono chiusi o in sofferenza, bisogna curare “a casa”, in presenza.

Formiamo anche noi delle USCA: Unità speciali di continuità assistenziale/artistica. 

Come sarebbe rivoluzionario se in un paese le istituzioni pensassero a delle USCA (e le realizzassero) e nella loro formazione mettessero: un medico, un infermiere, un artista.